Pubblicato il

Intervista a Il Conte Food Blog

Francesco Pio Figliola alias Il Conte

In occasione dell’importante traguardo dei 25mila follower sulla sua pagina Instagram, abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere con Francesco Pio Figliola, creatore de Il Conte Food Blog, una pagina Instagram emergente che presenta ai suoi followers contenuti e prodotti di qualità.

Incontriamo Francesco in un bar di Battipaglia: ha 22 anni (ma dall’atteggiamento ne dimostra qualcuno in più) ed è originario di Agropoli (SA). È raro incrociarlo da queste parti, perché il suo lavoro – fotografo professionista – lo porta a girare tutta l’Italia per 365 giorni l’anno.

Un sorso di caffè e ci racconta con occhi vispi e fare sicuro come i social network rappresentino per lui il mezzo per coniugare le sue due più grandi passioni – la fotografia e la cucina – «non troppo lontani, perché accomunati dalla ricerca della bellezza e della naturalità.»

Ma procediamo con ordine.

Continua a leggere Intervista a Il Conte Food Blog

Pubblicato il

Intervista a Gian Andrea Squadrilli

Gian Andrea Squadrilli

Intervista a cura di Carmine Lione

In occasione della seconda edizione de “La Zizzona di Battipaglia in festa”, c’è stato modo di scambiare quattro chiacchiere con Gian Andrea Squadrilli, socio-fondatore nonché mente  della Pagina Facebook Italy Food Porn, ora presente anche su Instagram.

Prima di dare il via alla nostra vera e propria intervista, vorrei partire con una domanda introduttiva e chiederti quando e come nasce la tua passione per il cibo. Passione che, come in tanti sanno, esprimi in maniera piuttosto originale.

“Avendo io genitori divorziati, passavo del tempo separatamente tanto con mia madre quanto con mio padre: mia madre si dilettava cucinando i classici piatti della tradizione e con lei ho imparato ad amare il ragù e la genovese. Mio padre, invece, preferiva portarmi in giro per pub o ristoranti e con lui ho cominciato ad entrare nel magico mondo della ristorazione, per cui ho sviluppato una passione sempre crescente”.

 

Sei originario di Napoli, ragion per cui non posso esimermi dal chiederti quale sia il tuo rapporto con la cucina tradizionale napoletana.

“La cucina napoletana è quella della mia terra ed è senz’altro quella cui sono maggiormente affezionato. Ho avuto modo di assaporare piatti tipici di molte regioni italiane, ma la tradizione partenopea è quella che mi ha da sempre più stimolato”.

 

Entrando nel merito del nostro discorso, Italy Food Porn è un progetto vincente che ha stupito un po’ tutti. Da dove nasce l’idea di questa start-up e come definiresti a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare il concetto di food porn?

“Italy Food Porn nasce dalla mia passione autentica per il cibo. Constatando che a Napoli c’era un gran fermento in termini di ristorazione e seguendo con attenzione il progetto della Pagina Facebook di Egidio Cerrone, alias “Puokemed”, mio attuale socio in Italy Food Porn, decisi anche io di aprire la mia Pagina ispirandomi al food porn americano. Da lì la pagina è esplosa e ha fatto registrare numeri importanti. Con questo progetto, intendiamo valorizzare il cibo italiano abbinandolo al concetto di food porn. Esso è un costume di matrice americana caratterizzato da colate di cheddar che, ovviamente, non possono appartenere alle nostre abitudini alimentari, per cui le rivisitiamo in chiave mediterranea con abbondanza di ingredienti della nostra tradizione (zizzona di Battipaglia, provola filante, ragù che “pappulea”)”.

 

La tua mission è quella di food blogger, il che, oggi come non mai, suppongo sia una gran bella responsabilità. Cosa significa per te questo ruolo?

“Il ruolo del food blogger non è complesso, pur tuttavia, si è costantemente sotto gli occhi di tutti. Le cose che piacciono a me non possono necessariamente piacere a tutti gli altri, per cui è importante operare con il massimo rispetto nei confronti del gusto altrui. Io posto ciò che mi piace e la gente può essere d’accordo con la mia opinione o criticarmi aspramente. Può succedere, e sistematicamente succede, ma sono le regole del gioco, ed è giusto così. Io esprimo commenti positivi nei confronti dei piatti che apprezzo e non recensisco ciò che non è di mio gradimento”.

 

Gian Andrea Squadrilli

 

Il cibo è fatto per essere assaporato, eppure, riesci a conquistare un pubblico numerosissimo nonostante il medium tecnologico che si frappone alla realtà. Un medium che annulla tutti i sensi, ad eccezione della vista. I tuoi spazi digitali fanno registrare numeri da capogiro tanto su Facebook quanto su Instagram. Come ti spieghi questo successo?

“Il food porn è, per definizione, il cibo da mangiare con gli occhi per cui tutto fa inizialmente leva sulla vista. Postando una foto di un piatto accattivante, la gente istintivamente sente il desiderio di provare quella pietanza, pur non conoscendone o potendone apprezzare fin da subito il gusto .Sinceramente, però, l’ausilio dei social è fondamentale perché con essi riusciamo, una volta raggiunto il ristorante o pub in questione, a fornire indicazioni precise sul luogo dove poter gustare quel particolare piatto. Siamo, dunque, una sorta di guida che, oltre a far venir fame alla gente, fornisce la possibilità di andare ad assaporare la pietanza che li ha conquistati visivamente”.

 

Da cosa ritieni dipenda il successo ed il proliferare mediatico dei tanti programmi televisivi di cucina? Pensi si tratti di una sorta di moda destinata a cessare o un fenomeno da leggere ed interpretare più seriamente? In una tua recente intervista dicevi che “oggi più che mai la gente è attenta a ciò che mangia”. Come mai?

“Oggi come non mai c’è molta più consapevolezza ed informazione in termini di educazione alimentare. Con l’aumento dei consumi, la gente si reca molto più spesso a mangiare fuori in ristoranti o simili ed è alla ricerca di informazioni su dove poter gustare degli ottimi piatti. Il fatto che il cibo sia alla portata di tutti giova molto in tal senso poiché chiunque vuole mangiare bene mentre, chi preferisce restare a casa, desidera apprendere nuove tecniche di cucina; per questo motivo, i tanti contenuti televisivi che ruotano attorno al cibo fanno registrare ottimi ascolti ed un seguito sempre maggiore”.

 

Siamo a Battipaglia, alla seconda edizione de “La Zizzona di Battipaglia in festa”. Non so che rapporto tu abbia con la nostra città, tuttavia, non posso non chiederti cosa questa eccellenza della nostra terra rappresenti per te.

“La Zizzona è il food porn fatto alimento. E’ un prodotto estremamente accattivante, molto scenico e davvero saporito. Nell’assaporarlo, si percepisce davvero il gusto del latte che, molto spesso, non viene percepito in maniera altrettanto nitida nei bocconcini o nella mozzarella che, essendo in salamoia, forniscono al palato una diversa percezione. La Zizzona, al contrario, in superficie preserva quei tratti di salinità, poi, accentrandosi, fa esplodere il gusto autentico del latte facendo la gioia delle papille gustative”.

 

Quali sono, per concludere, i tuoi progetti per il futuro?

“Nei prossimi tempi mi piacerebbe avere l’occasione di viaggiare un po’ in giro per l’Italia, assaporare qualche piatto nuovo, andare in posti dove non sono mai stato e confrontarmi con le tradizioni culinarie che ancora non conosco sufficientemente. Il mio obiettivo è quello di scoprire i tanti e diversi piatti che contraddistinguono da sempre la nostra affascinante storia alimentare e culturale”.

 

Carmine Lione

L’autore

Carmine Lione è uno scrittore e giornalista freelance, laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno.

Attualmente iscritto al Corso di Laurea in “Lingue e Culture Straniere” presso l’Ateneo di cui sopra, ha collaborato con varie testate giornalistiche tra cui tuttobasket.net e zerottonove.it.

Ha ricoperto l’incarico di Capo Addetto Stampa della società cestistica Polisportiva Battipagliese ed attualmente presta la sua voce per le telecronache del Basket Bellizzi in onda su LiraTv e del Salernum Baronissi per l’emittente SeiTv.

Per quanto concerne la scrittura, nel corso della sua esperienza artistica, ha pubblicato due opere: “Tempi Moderni”, raccolta di racconti edita dalla casa editrice Gruppo Albatros Il Filo e “Luce al neon”, primo romanzo autopubblicato.